Normativa


guida operativa

Utile strumento di programmazione per conoscere e applicare le norme sull'alternanza scuola lavoro, pubblicata dal MIUR in ottobre 2015 

 

INDICE

1. Orientamenti europei e quadro normativo nazionale

2. Finalità dell’alternanza scuola lavoro

3. Raccordo tra scuola, territorio e mondo del lavoro a. Ricognizione dei fabbisogni formativi sul territorio: ruolo dei Poli tecnico professionali e degli Istituti Tecnici Superiori b. Forme di accordo scuola, territorio e mondo del lavoro c. Registro nazionale per l’alternanza scuola lavoro d. I protocolli d’Intesa e. Laboratori territoriali per l’occupabilità f. Altre esperienze territoriali: Bottega-scuola, Scuola-impresa e altre Buone pratiche

4. Progettazione didattica delle attività di alternanza scuola lavoro a. Ruolo del Comitato Tecnico scientifico (CTS) o del Comitato scientifico (CS) b. Coerenza con il Piano dell’Offerta Formativa dell’istituzione scolastica c. Tempi e metodi di progettazione d. Progettazione del curriculum integrato dell’alunno e. Percorso formativo personalizzato

5. Organizzazione dei percorsi di alternanza scuola lavoro

6. Requisiti delle strutture ospitanti

7. Convenzioni

8. Funzione tutoriale

9. Impresa formativa simulata

10. Attività di alternanza con riferimento alla normativa sull’apprendistato

11. Salute e sicurezza degli studenti in alternanza scuola lavoro nelle strutture ospitanti

12. Valutazione e Certificazione delle competenze in alternanza scuola lavoro a. Valutazione degli apprendimenti b. I soggetti coinvolti e gli strumenti per la valutazione degli apprendimenti c. La certificazione come elemento di valorizzazione delle esperienze formative Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione 2 d. Trasversalità e rilevanza della certificazione

13. Valutazione delle attività di alternanza scuola lavoro in sede di scrutinio

14. Monitoraggio e valutazione dei percorsi di alternanza scuola lavoro

15. Risorse finanziarie a. Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche – ex lege 400/97 b. Fondo di cui all’articolo 1, comma 39, legge 107/2015 c. Risorse del Fondo Sociale Europeo derivanti dal P.O.N “Per la Scuola”

16. Rendicontazione delle attività di alternanza scuola lavoro  



legge 53/2003

Con l’articolo 4 della Legge 28 marzo 2003, n.53 viene introdotta nel sistema educativo italiano la possibilità per i giovani dai 15 ai 18 anni di realizzare il percorso formativo anche “attraverso l’alternanza di periodi di studio e di lavoro, sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica, sulla base di convenzioni con imprese o con le rispettive associazioni di rappresentanza o con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con enti, pubblici e privati, inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di tirocinio che non costituiscono rapporto individuale di lavoro.”

 



D. Lgs. 77/2005

Il successivo Decreto Legislativo 15 aprile 2005, n.77 ha disciplinato l’alternanza scuola-lavoro come modalità di realizzazione dei corsi del secondo ciclo con lo scopo di far acquisire agli studenti competenze spendibili nel mercato del lavoro e favorirne l’orientamento per valorizzarne le vocazioni personali. Nell’ articolo 4 viene precisato che “i percorsi in alternanza sono dotati di una struttura flessibile e si articolano in periodi di formazione in aula e in periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro, che le istituzioni scolastiche e formative progettano e attuano sulla base delle convenzioni”. L’alternanza viene riconosciuta come una metodologia didattica che realizza un collegamento organico tra le istituzioni scolastiche e formative e il mondo del lavoro consentendo la partecipazione attiva delle imprese e degli gli enti pubblici e privati.



Legge 128/2013

Il Decreto Legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, ha contribuito a consolidare la metodologia dell’alternanza favorendo l’orientamento e definendo i diritti e i doveri degli studenti impegnati in percorsi di alternanza scuola-lavoro



LEGGE 107/2015

 Con l’obiettivo di aumentare l’offerta formativa, la Legge 13 luglio 2015, n. 107 “La Buona Scuola”potenzia ulteriormente l’alternanza scuola-lavoro prevista nel secondo ciclo di istruzione; in particolare, con i commi dal 33 al 43 dell’articolo 1:  inserisce organicamente percorsi obbligatori nel secondo biennio e nell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado a partire dall’anno scolastico 2015/2016, indicando la durata complessiva di almeno 400 ore per gli istituiti tecnici e professionali e di almeno 200 ore per i licei,  autorizza la spesa di 100 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016,  istituisce il Registro nazionale per l’alternanza scuola-lavoro, a cui si iscrivono le imprese e gli enti pubblici e privati disponibili ad accogliere studenti. L’alternanza scuola-lavoro diventa così una strategia educativa dove l’impresa e l’ente pubblico o privato sono invitati ad assumere un ruolo complementare all’aula e al laboratorio scolastico nel percorso di istruzione degli studenti in modo da contribuire alla realizzazione di un collegamento organico tra istituzioni scolastiche e formative e il mondo del lavoro

 



miur Chiarimenti interpretativi

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Importanti indicazioni nazionali, pubblicate il 28.03.2017, che rispondono a diverse problematiche e casi particolari.



il registro nazionale asl

Il comma 40 dell’art.1 della Legge 107/2015 stabilisce che il dirigente scolastico individua, all’interno del registro di cui al comma 41, le imprese e gli enti pubblici e privati disponibili all’attivazione dei percorsi per stipulare apposite convenzioni anche finalizzate a favorire l’orientamento scolastico e universitario dello studente. Il comma 41 dell’art.1 della Legge 107/2015 stabilisce che a decorrere dall’anno scolastico 2015/2016 è istituito presso le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura il registro nazionale per l’alternanza scuola-lavoro. Il registro è composto da: a) un’area aperta e consultabile gratuitamente in cui sono visibili le imprese e gli enti pubblici e privati disponibili a svolgere i percorsi di alternanza. Per ciascuna impresa o ente il registro riporta il numero massimo degli studenti ammissibili nonché i periodi dell’anno in cui è possibile svolgere l’attività di alternanza; b) una sezione speciale del registro delle imprese, di cui all’articolo 2188 del codice civile, a cui devono essere iscritte le imprese per l’alternanza scuola-lavoro; tale sezione consente la condivisione delle informazioni relative all’anagrafica, all’attività svolta, ai soci e agli altri collaboratori, al fatturato, al patrimonio netto, al sito internet e ai rapporti con gli altri operatori della filiera delle imprese che attivano percorsi di alternanza. Chi svolge in Italia un’attività economica sotto forma di impresa ha l’obbligo di iscriversi al Registro delle imprese, tenuto dalle Camere di commercio, che raccoglie la certificazione dei dati costitutivi.



carta dei diritti e dei doveri degli studenti

Con il comma 37 dell’art.1 della Legge 107/2015 è adottato un regolamento che definisce la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti della scuola secondaria di secondo grado impegnati nei percorsi di formazione in alternanza scuola-lavoro con particolare riguardo alla possibilità per lo studente di esprimere una valutazione sull’efficacia e sulla coerenza dei percorsi stessi con il proprio indirizzo di studio. Il Ministero dell’istruzione, d’intesa con altri ministeri e rappresentanze associative, ha già avviato l’iter di definizione del decreto contenente il regolamento relativo



requisiti per imprese ed enti

La “Guida Operativa per la Scuola” del MIUR con le informazioni operative per costruire percorsi di alternanza, indica i requisiti che i soggetti ospitanti devono possedere in relazione alle funzioni e alle attività d’impresa, professionali o comunque istituzionali esercitate: a) capacità strutturali, ovvero spazi adeguati per consentire l’esercizio delle attività previste in alternanza scuola-lavoro e, in caso di studenti con disabilità, il superamento o l’abbattimento delle eventuali barriere architettoniche; b) capacità tecnologiche, ossia la disponibilità di attrezzature idonee per l’esercizio delle attività previste nella convenzione, in regola con le norme vigenti in materia di verifica e collaudo tecnico, tali da garantire, per ogni studente, un’esperienza adeguata e diretta del processo di lavoro in condizioni di sicurezza; c) capacità organizzative, consistenti in adeguate competenze professionali per la realizzazione delle attività; a tal fine deve essere garantita la presenza di un tutor incaricato dalla struttura ospitante, anche esterno alla stessa, a supporto delle attività di alternanza scuola-lavoro, dotato di competenze professionali e di affiancamento formativo, con oneri a carico del soggetto ospitante.



inail circolare 44/2016

Agli studenti si applicano le disposizioni normative in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in quanto equiparati - ai sensi dell’art.2, comma 1, lett. a) del d.lgs. 81/2008 e successive modificazioni - ai lavoratori; pertanto, agli stessi deve essere erogata la formazione prevista ai sensi dell’art. 37 del citato decreto. In particolare, per gli studenti in regime di alternanza scuola-lavoro tale formazione dovrà tenere conto degli specifici contesti produttivi presso i quali saranno assegnati.



protocolli regionali per percorsi asl

 

 

Al fine di agevolare gli istituti nella loro programmazione di percorsi ASL, l'USR del Veneto rende noti i referenti cui rivolgersi e le idee progettuali a cui potersi ispirare